Zeta l’origine del Potere

Nel 1969 esce un film che segna un pezzo di storia, si intitola ” Zeta l’orgia del Potere“. Lo dirige un grande regista: Costa-Gavras (regista, sceneggiatore, produttore cinematografico greco naturalizzato francese). I suoi film affrontano spesso temi politici e di denuncia sociale.


Il cinema di Costa-Gavras si rivolge al passato e tratta gli eventi politici più corrotti e tragici. Pur non avendo mai girato un documentario utilizza uno stile estremamente realistico, con una particolare attenzione alla durezza della vita dei più deboli (immigrati, perseguitati, smarriti).

I protagonisti del suo mondo sono le persone che vivono ai margini. Vittime di un potere, politico e sociale, da cui vengono travolti non potendolo affrontare.

Zeta, l’orgia del potere si svolge negli anni ‘60. Un deputato socialista si reca in una città del mediterraneo e resta vittima di un incidente stradale che in realtà cela un complotto a sfondo politico.

Sul caso indaga un giudice la cui etica non è stata ancora intaccata dal giogo politico e militare. La sua inchiesta riesce a inoltrarsi in una
macchinazione che vede collusi militari, poliziotti ed estremisti di destra. Nonostante ostacoli e depistaggi il giudice ha la ferma intenzione di portare alla luce il complotto e punire i colpevoli.

Non importa a quali livelli di potere essi operino. Purtroppo il processo avrà il sapore amaro della beffa perché causerà l’instaurazione di una dittatura
militare. Interpreti principali: Yves Montand (il deputato), Irene Papas (Helene, moglie del Deputato), Jean-Louis Trintignant (il magistrato).

Contemporaneamente i militari hanno proibito: i capelli lunghi,le minigonne, Sofocle, Tolstoi, Mark Twain (in parte) ,Euripide, spezzare i bicchieri alla russa, Aragon, Trotzky, scioperare, la libertà sindacale, Durcat, Eschilo, Aristofane, Ionesco, Sartre, i Beatles, Albee, Pinter, dire che Socrate era omosessuale, l’Ordine degli Avvocati, imparare il russo, imparare il bulgaro, la libertà di stampa, Beckett, Dostojevskij, Cechov, Gorki e tutti i russi, il “Chi è?”, la musica moderna, i movimenti per la pace…e la lettera “Z”.

Questo messaggio appare nei titoli di coda del film. Viene elencato quanto proibito dalla giunta dei colonnelli dopo il colpo di stato del 21 aprile 1967.

Tra tutte spicca qualcosa apparentemente senza alcuna valore nè logica: la lettera Z.

Invece Z ha un valore simbolico altissimo: in greco si legge zei, significa “vive” o meglio “esisto in quanto penso”, “esisto in quanto sono”. Il film presenta i risvolti e un panorama dove l’ordine nazionale è sacro e supera la definizione di nazione stessa.

La terra dove viviamo assume rilevanza rispetto a chi la vive.

O meglio: se la sacralità dell’ordine nazionale della terra funziona stanno meglio tutti. Il benessere non è il lusso, la sicurezza non è il controllo, il tutto non è il poco. Tutti sono identificati da numeri.

All’università nelle matricole, sul lavoro nei cartellini, per lo Stato nei codici fiscali e nelle tessere sanitarie. Un codice di nascita ed uno di morte.

L’umanità è costantemente in fila per qualcosa: per sopravvivere.

Da questo film si trae il messaggio profetico che il modello neo-liberista è fallimentare e non offre alcuna soluzione alternativa se non la riproduzione di se stesso procurando un disperato stato di immobilità.

Non più singole esistenze ma esistere in quanto parte del sistema.

L’individuo è lavoro/fatica e produci/consuma/muori, investimento vitale nel dare, nel fare, nel avere.

Uno schiavo del sistema che deve foraggiare per mantenersi in vita.

La società neo liberista ha sostituito l’essere con l’avere. ( Z. Baumann)

E’ stato un inganno, un disumanizzato fatto apparire umano.

Z: se una serie di numeri riassume il nostro percorso obbligato sulla terra, una lettera potrà identificare la patologia e riaffermare il diritto alla vita.

Z sprona alla scelta. Rinforzare le identità sfilacciate per ritrovare forza
nella solidarietà, nella partecipazione.

” Z io sono vivo” , non “Z io sono zero”.

Colonna sonora del film: Mikis Theodorakis, Bernard Gérard
Premi ricevuti:
* 2 Premi Oscar 1970: Oscar al miglior film straniero, Oscar per il miglior montaggio
* Golden Globe 1970: Golden Globe per il miglior film straniero in lingua straniera
* Premi BAFTA 1970: miglior colonna sonora
* Festival di Cannes 1969: Premio della giuria, Prix d’interprétation masculine (Jean-Loius Trintignant)
* Kansas City Film Critics Circle Awards 1971: miglior film straniero

Nel Video To Yelasto Pedi, famosa per essere nella colonna sonora di “Z. L’orgia del potere“. Mikis Theodorakis in concerto nell’ottobre del ’74, il primo concerto dopo la fine della dittatura.

 

Lascia un commento

*