Wilde, l’Amore che non osa pronunciare il suo nome

14 febbraio 1895, Londra, prima rappresentazione al St James’s Theatre di L’importanza di
chiamarsi Ernesto commedia in tre atti di Oscar Wilde.

Meno di tre mesi dopo, questa e le altre commedie di Wilde vengono ritirate dai teatri a causa dello scandalo che colpisce l’autore.

Wilde è scrittore irlandese (Dublino 1854 – Parigi 1900).

Il suo nome intero è Oscar Fingal O’Flaherty Wi

Assimilatore di gran talento, esponente dell’estetismo e decadentismo inglesi, ha dato il meglio di sé nelle
commedie. L’importanza di chiamarsi Ernesto è la più famosa, opera di pura verbalità della letteratura inglese dove i dialoghi e le battute paradossali sono i veri protagonisti.


Dal primo atto:
JACK — ” L’intelligenza non la posso più soffrire. Al giorno d’oggi sono tutti intelligenti. Non si può andare da nessuna parte senza incontrare gente intelligente. E’ veramente una calamità nazionale.
Darei non so che cosa perché ci fosse ancora un po’ di gente stupida.”
ALGERNON — “Oh, ce n’è.”
JACK — “Mi piacerebbe molto conoscerne qualcuno. Chissà di che cosa parlano?”
ALGERNON — ” Gli Stupidi? Oh, delle persone intelligenti, naturalmente.”
JACK — “Che stupidi!”

Il titolo contiene un gioco di parole perché la parola “serio”, un aggettivo che significa grave o sincero (al contrario di frivolo), si pronuncia nello stesso modo che il nome proprio Ernest.

La trama (video) si svolge intorno ad un malinteso derivante dalle menzogne di due giovani aristocratici: Ernest Worthing (noto anche come Jack o John) e il suo amico Algernon Moncrieff (Algy).

I due uomini conducono una doppia vita. Jack, quando va in città, è conosciuto come Ernest.

Abitando in campagna, finge di avere uno scapestrato fratello a Londra, il cui nome è Ernest, per poter condurre una vita di piaceri.

In campagna egli è il tutore della giovane Miss Cecily Cardew e, in quanto tale, deve assumere un comportamento moralmente ineccepibile per proteggerne la reputazione.

Divertenti giochi di parole ed equivoci, paradossi e commenti ironici, contribuiscono ad affrontare la complessità della identificazione sociale e personale. Il gioco di parole del titolo evoca gli aggettivi “serietà , onestà , sincerità” , mentre nessuno dei personaggi è veritiero.

Wilde disorienta chi lo circonda con un atteggiamento di sfida e di protesta verso la società.

Una società divisa, degradata e conflittuale dove i ricchi si arricchiscono sempre di più e dove i poveri sono sempre più poveri, dove

la giustizia e libertà sono un lusso che pochi si possono permettere. Una società schiava del profitto e della speculazione dove gli affari acquistano un’importanza pervasiva.

La nuova classe sociale dominante è la borghesia. Essa sostituisce la vecchia aristocrazia ormai decaduta.

Gli artisti si trovavano di fronte ad un bivio: o affondare insieme alla nobiltà, il cui mecenatismo elegante garantiva una certa libertà espressiva, o cercare nuovi sbocchi per divulgare le loro opere. Per mantenersi devono produrre non solo per un élite esclusiva di persone, ma per tutti.

La protesta di Wilde è il rifiuto verso questa subordinazione: la ricca borghesia e la vecchia nobiltà
decaduta sono il suo obiettivo.

Egli fa apparire i personaggi appartenenti a queste classi sociali come sciocchi, viziati, preoccupati per gli aspetti più banali della vita. I valori vengono completamente ribaltati.

La commedia “The Importance of Being Ernest ridicolizza palesemente le due classi sociali, ma queste non capiscono che l’ignoranza e la stupidità messe in scena sul palcoscenico rappresentano proprio il loro stereotipo.

Wilde riesce ad avere successo tra il pubblico pur mantenendone le distanze e manifestando la propria superiorità in quanto artista.

Wilde in vita deve subire diversi processi a causa della sua mai celata omosessualità. Il video seguente, tratto dal film Wilde (1997) interpretato da Stephen Fry, rappresenta la sua arringa di difesa contro l’accusa di sodomia e atti osceni.

L’amore che non osa dire il suo nome è una frase della poesia ” Due amori “ di Lord Alfred Douglas compagno di Oscar Wilde.

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