Se Romeo e Giulietta non fossero morti

Era il 30 gennaio 1595 quando Romeo e Giulietta di William Shakespeare viene rappresentato per la prima volta.

Da Wikipedia

Romeo e Giulietta (The Most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and Juliet) è una tragedia di William Shakespeare tra le più famose e rappresentate, e una delle storie d’amore più popolari.

La vicenda dei due protagonisti ha assunto nel tempo un valore simbolico, diventando l’archetipo dell’amore perfetto ma avversato dalla società.

Innumerevoli sono le riduzioni musicali (per esempio: il poema sinfonico di Čajkovskij, il balletto di Prokof’ev, l’opera di Gounod, l’opera di Bellini I Capuleti e i Montecchi, il musical West Side Story) e cinematografiche (fra le più popolari quelle dirette da Zeffirelli e Luhrmann).

Romeo_and_Juliet_1968_film

Romeo_and_Juliet_1968_film Zeffirelli

Romeo e Giulietta, storia di un amore

Se Verona è considerata la capitale dell’amore è, senza dubbio, grazie all’immortale storia di Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti.

I due giovani appartengono a due famiglie ferocemente rivali, si conoscono ad una festa in maschera, si innamorano e sono costretti a frequentarsi di nascosto. 

La forza del loro amore è tale che riescono perfino a sposarsi, ma un destino crudele  si accanisce contro la loro felicità.

Romeo è costretto a fuggire da Verona dopo aver ucciso Tebaldo, cugino di Giulietta, che, a sua volta, aveva assassinato Mercuzio, amico di Romeo. Nel frattempo la ragazza deve opporsi con ogni mezzo alla volontà del padre che le ha organizzato un prestigioso matrimonio.

Per sottrarsi a questo evento Giulietta beve una pozione che la fa sembrare morta. Non riesce ad avvisare Romeo dell’imbroglio e  lui giunge a Verona ignaro.

Il giovane, credendo la sua amata perduta per sempre, trangugia il veleno e  si uccide accanto al suo corpo.

Bevo all’amor mio! O speziale veritiero? Il tuo veleno è rapido. Io muoio così, con un bacio

Giulietta si risveglia,  vede il suo amore morto, non resiste al dolore e si da la morte abbracciata a lui.

balletto

Romeo e Giulietta balletto

Un amore senza limiti e senza confini che spinge, nella tragedia di  Shakespeare, le due famiglie rivali ad una tardiva riconciliazione.

Nella realtà odierna questo amore così tragico e così disperato fa giungere a Verona migliaia di lettere di innamorati. Il Comune di Verona fa rispondere a tutti da una Giulietta in carne ed ossa.

Questo amore
Così violento
Così fragile 
Così tenero 
Così disperato 
Questo amore 
Bello come il giorno 
Cattivo come il tempo 
Quando il tempo e cattivo 
Questo amore così vero 
Questo amore così bello 
Così felice 
Così gioioso 
Così irrisorio 
Tremante di paura come un bambino quando e buio 
Così sicuro dì sé 
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte 
Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare e impallidire 
Questo amore tenuto d’occhio 
Perché noi lo tenevamo d’occhio
Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Perché noi l’abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Questo amore tutt’intero 
Così vivo ancora 
E baciato dal sole 
E’ il tuo amore 
E’ il mio amore 
E’ quel che e stato 
Questa cosa sempre nuova 
Che non e mai cambiata 
Vera come una pianta
Tremante come un uccello 
Calda viva come l’estate 
Sia tu che io possiamo 
Andare e tornare possiamo 
Dimenticare
E poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare 
Addormentarci ancora 
Sognarci della morte 
Ringiovanire 
E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove 
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio 
Crudele come la memoria 
Stupido come i rimpianti 
Tenero come il ricordo 
Freddo come il marmo 
Bello come il giorno 
Fragile come un bambino 
Ci guarda sorridendo 
Ci parla senza dire
E io l’ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
E che si sono amati
Oh sì gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov’eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati noi t’abbiamo
Dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo.

Jacques Prévert

la morte di Romeo

la morte di Romeo

Se Romeo e Giulietta non fossero morti

Avrebbe resistito la loro coppia ad una vita in comune?

Immaginiamo un bel finale tipo “e vissero felici e contenti”.

I due innamorati non solo non muoiono, ma trascorrono una vita intera insieme.

Il veleno non ha l’effetto sperato, storditi si riprendono, le famiglie si riconcigliano e tutto si sistema.

Tutti noi siamo stati Romei e Giuliette ma poi….

Il primo scoglio è il debutto alla vita in comune.

La prima sfida psicologica della coppia è il passaggio necessario dalla  vita immaginata e sognata a quella reale.

Infatti, come sempre succede, più le aspettative proprie della fase che chiameremo “Romeo&Giuliet” vanno in direzione dell’infinito più il passaggio all’ordinario suscita una cocente delusione.

A quel tempo la ragazza maritata veniva portata a vivere dal suo sposo nella casa di lui.

Secondo impatto con la realtà: la convivenza con la suocera.

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La signora Montecchi che, già aveva osteggiato questo amore prima della tragedia, accetta la nuora a denti stretti.

Sicuramente non perde occasione per rifarsi del rospo che a dovuto mandar giù e non gliene fa passare una.

Terzo impatto: acciacchi relazionali tra i coniugi.

Inevitabili. Sono giovani, li unisce la passione, ma la passione dura un tempo x, non di più. Dopo ci vuole fortuna.

Se nel turbinio dell’innamoramento, che chiameremo “fase folle”, hai impalmato un essere a  te affine tutto va bene. Ma se non è così, al risveglio da quella fase, comincia la lotta e la repentina discesa delle aspettative.

Mercuzino e Tebaldina

Mercuzino e Tebaldina

Quarto impatto: arrivano i figli. Avrebbe superato la nostra giovinetta le peripezie generate dall’accudimento del piccolo Mercuzino e della tenera Tebaldina?

A quel tempo il babbo era il babbo, i mammi non esistevano, lui stava in giro a fare bisboccia e duelli.

Le gioie dei pargoli erano tutte della  mamma.

Le sfide di questa tappa sono molteplici ed impegnative: adattarsi al nuovo ruolo, svolgere nuove funzioni, trovare nuovi equilibri, prima a tre poi a quattro, trovare tempo per la coppia (non facile con uno che sta fuori tutto il giorno in occupazioni ludiche).

Gli impegni maschili della nobiltà

Gli impegni maschili della nobiltà

Fase successiva: i coniugi cercano di sviluppare, autonomamente, ognuno per sè, interessi  adatti alla crescita delle loro personalità.

Ciò giova alla stabilità della famiglia ma, inevitabilmente, fa appassire la relazione di coppia.

Saltiamo una decina di anni e ritroviamo i nostri ex ”Romeo&Giuliet” che, esauriti gli interessi (corsi, ginnastica, ricamo, pittura, yoga ecc), cominciano a guardarsi intorno.

Drizzano le orecchie ed ascoltano il canto delle sirene extraconiugali. La coppia sembra rinvigorirsi (gli extra procurano un iniziale miglioramento sull’umore dei due) ma poi deraglia.

Partono tragicomiche burrasche emotive che finiscono in una bolla di sapone. Per “amore dei figli” (si usa di solito questo alibi) la coppia non si sfracella.

Magritte Tradimento fiducia perduta

Magritte Tradimento fiducia perduta

I due coniugi abbozzano,  rimangono insieme. Felici?

Dopo vent’anni eccoli alla sontuoso festa del loro anniversario.

Sorridono ai presenti e si spendono in lacrime di verità (più per convincere sè stessi che altro) sul come affrontare l’avventura della convivenza e costruire le condizioni  per “vivere felici e contenti”

Festa Anniversario sposi

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4 thoughts on “Se Romeo e Giulietta non fossero morti

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