Pittura: le “donnone” di Marie Fox

La pittrice Marie Fox originaria di Duxbury, una cittadina del New England costiero (USA) , ha sempre detto a chi le chiedeva di sé:
“La pittura è la mia passione. Io sono pazza del piacere di dipingere e amo ritrarre, come soggetto, la figura femminile”.
Forse perché lei è una donna alta, crea figure di donne solide e forti.
“E’ stato con la maturità che mi è venuto il desiderio di inventare donne che, senza coscienza di sé e senza alcuna pretesa, sono semplicemente ed umilmente se stesse”.
Le sue “donnone” sembrano divinità femminili, miti greci, quelli che l’hanno sempre affascinata.
Lei vede e vuole trasmettere le donne come:
potenza espressa” 
Marie vuole trasmettere quel senso di ” forza di femmina” che diventa più viscerale e reale enfatizzato dall’uso di grandi tele. Lei in questo modo si puo’ fondere con la “sua” pittura, essendo costretta a lavorare con tutto il “suo” corpo.
Marie Fox è stata pittrice per la maggior parte della vita, ma solo cinque anni fa ha iniziato a creare le sue “donnone”.  All’inizio della sua carriera si esprimeva usando uno stile d’arte popolare.
La sua carriera ebbe un salto di qualità quando la Casa Bianca le commissionò due opere. La pittura per lei è stato il mezzo creativo che le ha permesso  di raggiungere la consapevolezza di sè e il cuore delle cose.
Dice:
“Ora sono esattamente dove voglio essere come artista, perché io sto dipingendo il mio primo amore, la forma umana. Cosa mi affascina? Il corpo è la sua architettura, la struttura delle ossa sotto le forme della carne dura, angolare. Lavoro da foto di modelli femminili, innanzitutto ricerco una buona posa, devo essere affascinata da angoli di braccio, spazio tra gli arti, una torsione del busto. La posa deve trasmettere il peso e l’equilibrio e suggerire un atteggiamento emotivo o una storia. A questo punto, allora, esagero sia la posa che le proporzioni. Ho scoperto che il corpo dà alle mie donne inventate un’esistenza fisica e il viso scopre la loro vita interiore. Voglio che sia la pittura a far parlare lo spettatore prima che si parli di me. Spesso i collezionisti mi dicono che le mie donne riescono a diventare ospiti, amiche, fanno compagnia. Sono stupita e onorata”

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