Mohammed Assaf, Hilm Filastin (il sogno della Palestina)

Era Giugno 2013 quando uno studente di 22 anni in scienze delle comunicazioni, proveniente da Gaza, ha vinto il concorso di canto ” Arab Idol “.

E sono state scintille, giubilo tra i palestinesi e tra tutti coloro che  hanno votato per lui nel mondo arabo.

Assaf, che è cresciuto nel campo profughi di Gaza Khan Younis, ha ringraziato il popolo palestinese e ha detto che cantare era il suo modo di combattere per la loro causa.

Lui è diventato il simbolo dell’orgoglio nazionale dei profughi di Gaza.

Migliaia di palestinesi hanno atteso il verdetto del talent affollando caffetterie, Hotel o all’aperto.

Poi la loro gioia è esplosa in un tripudio per le strade.

https://www.youtube.com/watch?v=Aj-pyJF6ckU

Mohammed Assaf  ha affascinato gli spettatori di Gaza, la Cisgiordania e l’intera diaspora palestinese con la sua passione nell’ interpretare canti tradizionali, alcuni simbolo e lamento della perdita della propria patria.

Per molti, in Palestina, costretti a sopportare una esistenza sotto occupazione, Assaf ha finito per simboleggiare la speranza e l’aspirazione nazionale alla libertà.

In occasione della gara canora, poster, cartelloni pubblicitari e t-shirt con il ritratto di Assaf hanno invaso i muri e le vetrine.

Personaggi pubblici, tra cui il Presidente Mahmoud Abbasesortarono i palestinesi a votare in massa coi loro sms per il ragazzo.  Secondo le notizie, il premier Abbas incaricò le ambasciate palestinesi di sollecitare gli espatriati a votare per Assaf, chiamandolo

“l’orgoglio della nazione palestinese e araba”.

Due compagnie di telefonia mobile offrirono sms a prezzo ridotto per gli spettatori.

L’acclamazione nei confronti di Assaf non è, però, a tutto tondo. Alcuni gruppi islamici conservatori, compreso Hamas, disapprovano pesantemente il ragazzo per il suo stile occidentale. Si è detto:

«La popolarità di Assaf rappresenta un bel dilemma per quelli del governo di Hamas perché da un lato non vogliono entrare in conflitto con gli imam più radicali che accusano Assaf di portare sulla strada sbagliata i ragazzi musulmani, dall’altro sanno che sarebbe un terribile errore impedire il concerto a Gaza di un palestinese diventato così popolare, che canta la sua terra. Sarebbe folle impedire le esibizioni pubbliche di Assaf, nato e cresciuto a Khan Yunis, che davanti a milioni di telespettatori arabi, con il suo repertorio fatto di brani pop e della tradizione classica, ha saputo riportare in primo piano la questione palestinese. Come nessun leader politico ha fatto in questi ultimi anni.  I leader religiosi più radicali non si danno pace e continuano, con sermoni infuocati, a lanciare pesanti accuse al giovane cantante che pure non ha atteggiamenti da star, non eccede sulla scena e si mostra sempre molto sobrio, non andando oltre qualche sorriso.

Dalla parte di Assaf ci sono milioni di ragazzi (e non solo) palestinesi e arabi che lo adorano.

Lo amano per il suo stile, la sua naturalezza, per la sua bella faccia pulita e , ovvio, per la sua voce che tanto ricorda quella di un mito della canzone egiziana: Abdel Halim Hafez.

I suoi fan più devoti lo chiamano:

Hilm Filastin (il sogno della Palestina)

Una frase che dice tuttoAssaf spesso canta indossando la kefiah sulle spalle invocando il diritto al ritorno in patria dei profughi.


Ventitre anni, nato in Libia nel 1989 e tornato a Gaza nel 1994, ha 6 fratelli e studia relazioni pubbliche. La sua vita però è sempre stata il canto. Ha cominciato a esibirsi da «professionista» già a 11 anni ai matrimoni. Da adolescente ha capito di avere una voce fuori dal comune, che potrebbe portarlo a diventare uno dei più cantanti arabi più famosi.

Khaled al Houroub del quotidiano al Ayyam ha messo in guardia Fatah e Hamas, i due principali movimenti politici palestinesi, e in generale le forze politiche tradizionali arabe, sul significato del successo di Arab Idol e di Assaf.

«Alcuni dei brani interpretati dal giovane cantante hanno milioni di visualizzazioni, più dei voti che Hamas e Fatah hanno ottenuto alle elezioni politiche del 2006 al Houroub», dice. «Arab Idol solleva profonde questioni culturali e sociologiche per chi è interessato alla vita pubblica, in particolare ai leader dei partiti religiosi e non religiosi – spiega al Houroub -, il grande successo del programma suggerisce che le masse si allontanano dai canali di notizie politicizzati e dai canali religiosi usati per anni per attirare le masse arabe. La recente corsa all’intrattenimento televisivo dimostrata dagli ascolti che registrano certi programmi su varie stazioni, è anche figlio della stanchezza di milioni di persone verso l’informazione politica, religiosa e di guerra». Per Assaf, prosegue l’analista, votano musulmani e cristiani, uniti nel sostenere un giovane e stanchi di chi propone separazione e fratture.

«Non è una esagerazione – conclude – sostenere che fa di più Mohammed Assaf per la riconciliazione nazionale palestinese che gli uomini politici. Assaf sta ricucendo ciò che le forze politiche hanno strappato».

 

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