Kerouac, nasce la Beat Generation

Jean-Louis Kerouac,12 marzo 1922  21 ottobre 1969, nasce a Lowell, Massachusetts. I suoi genitori sono poveri, immigrati dalla provincia del Quebec, Canada, Kerouac parla un dialetto francese canadese-americano prima di parlare inglese.

La sua infanzia è tipica di un ragazzo americano standard. Cerca una sorta di evasione dalla realtà nel sogno, vuole diventare un campione di calcio o uno scrittore. Inizialmente si afferma  nella squadra di calcio della scuola.

Dopo un infortunio mette da parte il football, ciò lo rende molto infelice e lascia la scuola. Durante questo periodo a New York City, Kerouac prova diversi lavori manuali, poi si arruola in marina.

Sempre a New York e si unìsce ad alcuni giovani che sono, come  lui, ribelli nei confronti della vita borghese. Nel 1944 incontra Burroughs, Neal Cassady, poi Allen Ginsberg che rimarrà il suo migliore amico nel corso di tutta la vita. 

kerouac-ginsberg-burroughs-
kerouac-ginsberg-burroughs-

Comincia a vivere in un appartamento con un piccolo gruppo di giovani, per lo più poeti e scrittori. Il gruppo si separa nel 1945 e Keoruac torna a vivere con i suoi genitori. In questo periodo scrive il suo primo romanzo, “The Town and the City,” espressione della sua personale lotta per tenere insiemi le aspettative della famiglia con la sua vita decisamente non convenzionale.

Allen Ginsberg, Howl Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Peter Orlovsky, Lafcadio Orlovsky, and Gregory Corso 1956.
Allen Ginsberg, Howl Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Peter Orlovsky, Lafcadio Orlovsky, and Gregory Corso 1956.

La spontaneità di Neal Cassidy e il suo amore per l’avventura lo conquistano e lui diventa una sorta di eroe agli occhi di Jack; idealizza il nuovo amico e con lui intraprende un giro in macchina zingaresco per tutto il paese.

Il viaggio e l’amicizia con Cassady, sono la base del suo lavoro più famoso, “On The Road“. 

Alla scrittura di questo libro Kerouac si dedica con grande passione.

Vuole trasmette libertà e spirito di avventura.

Allen Ginsberg
Allen Ginsberg

Il ruolo di Kerouac nel libro è quella del narratore, e il resto dei personaggi, come le avventure descritte, raffigurano gli amici dell’autore e le esperienze vissute con loro.

Il manoscritto viene presentato al suo editore su un unico, ininterrotto, rotolo di carta, praticamente è scritto come una pergamena. Inizialmente viene respinto e sarebbero passati sei anni prima che fosse pubblicato, nel 1957.

Non appena finito il libro, nel 1951, Kerouac riprende il suo inquieto peregrinare da un posto all’altro.

Ha difficoltà finanziarie e si rifugia nell’alcol.

Kerouac

Il libro “On Thwe Road” diventa un Best-seller e Kerouac si trova a affrontare il lato difficile della popolarità: giornali, relazioni, interviste radio e tv. Troppo per lui. Il successo di pubblico e il significativo miglioramento delle condizioni economiche frutto della popolarità non sembrano portargli serenità, anzi è il contrario.

I rapporti con Burrought, Cassady e Ginsberg si fanno sempre più difficili. Gli amici si coinvolgono profondamente nelle ribellioni anti istituzionali e contro la guerra in Vietnam, diventando leader morali nel movimento giovanile degli anni Sessanta per l’espansione della coscienza attraverso l’uso di psichedelici.

Kerouac si sente progressivamente sempre più isolato, e la critica non lo apprezza più come prima. L’influenza del perbenismo della madre, con la quale torna a vivere, si rafforza e Kerouac, si distacca dai vecchi amici accusandoli di essere caduti in un tranello comunista, dichiarando inoltre il suo patriottismo e la propria difesa dell’intervento americano in Vietnam.

Il ricorso all’alcool diventa sempre più sistematico fino al 1969 quando muore per un attacco d’ernia e conseguente emorragia addominale, chiudendo un’esperienza umana che sembra riconoscere il primo e fondamentale principio del buddismo:

la vita umana è essenzialmente dolore.

“On The Road” lo ha reso portavoce ed interprete di un’intera generazione: “La Beat Generation”.

Romanzo sull’amicizia, sull’amore, sulla ricerca di se stessi, rappresenta l’unico testo beat inserito nei libri di letteratura.

Era già diventato un “personaggio” quando pubblica, nel 1958, “The Subterraneans” ( i sotterranei), che presto viene considerato il ritratto in prosa della beat generation.

E’ la storia dell’amore tra un bianco e una negra ambientato in San Francisco, città popolata da giovani ribelli, i cui ideali sono il Jazz, la velocità, il sesso, la droga e la libertà individuale.

Processato per oscenità, alla sua prima apparizione, viene assolto con una sentenza che riconosce la bellezza letteraria del testo.

Scritto in tre notti di luna piena sotto l’effetto della benzedrina, rappresenta un ritratto intenso e satirico dei beat freddi al contrario di “Sulla Strada” che era invece manifesto dei beat caldi.

Nello stesso anno pubblica “Vagabondi del Darma” (The Darma Bums) che sembra dare risposta una volta per tutte alle interminabili domande degli intervistatori circa i suoi atteggiamenti religiosi, poiché parla della realizzazione di se stesso attraverso il buddismo zen.

Negli anni successivi, scrive “Doctor Sax”, “Desolation Angels”, “Mexico City Blues“, “Il Viaggiatore Solitario” e “Big Sur“, seguito di Sulla Strada, che descrive il ritiro del leader della beat generation sulla costa californiana per tentare un bilancio della propria vita.

E’ fuori ogni dubbio che i libri che hanno apportato un contributo allo sviluppo della narrativa e che costituiscono i suoi maggiori successi sono: Sulla Strada, i Sotterranei e i Vagabondi del Darma.

Questi romanzi, ricchi di intensità, sono diventati mezzo evocativo per migliaia di giovani che si sono riconosciuti in quelle pagine e hanno condiviso con i beat gli stessi problemi, i principale è:

ricercare una spiegazione alla vita attraverso la cultura beat: facendo uso di droghe, alcool, libertà sessuale e esaltazione musicale. Unici mezzi per ritrovare la propria ‘identità.

Tutto ciò è difficile da digerire per l’opinione pubblica.

La definizione “beat generation” è lui che la inventa e la descrive nei suoi libri.

Il termine deriva da un’espressione di Hunke, scrittore amico di Ginsberg, che era solito dire:

“I’m beat”, ovvero “ragazzi sono fatto, sono stanco”

I possibili significati della parola affascinarono Kerouac al punto che la citò in “Metropoli e Città”, del 1950, e due anni più tardi un cronista pubblicò sul New York Time un articolo intitolato:

“Questa è la beat generation” e da quel momento beat divenne un’etichetta appiccicata su chiunque facesse uso di droghe o portasse i capelli lunghi.

The Beats: Jack Kerouac, Gregory Corso, Herbert Huncke, Neal Cassady, William S. Burroughs, Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti and Gary Snyder
The Beats: Jack Kerouac, Gregory Corso, Herbert Huncke, Neal Cassady, William S. Burroughs, Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti and Gary Snyder

 

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