James Dean, cadavere succulento

Ho interpretato molti documentari sulla sua vita per smentire la voce che lo indicava come omosessuale. E’ falso: era vulnerabile, divorato dalla passione di recitare. Il prodotto di un’epoca complessa, che faceva seguito alla Depressione, che era carica di promesse e di minacce, ma dove la violenza veniva esorcizzata dagli ideali, dalla personale e spesso estrema sofferenza di vivere. (Julie
Harris l’attrice de “La Valle dell’ Eden” )


Lui è James Dean, attore nato l’8 Febbraio 1931 morto il 30 Settembre 1955.

Per un grottesco fenomeno di marketing James Dean è ancora vivo. Dopo l’incidente automobilistico che l’ha ucciso quasi sessant’anni fa arrivano ancora lettere. Per la precisione 8000 lettere al mese indirizzate ad un morto.

 

Vengono pubblicati centinaia di articoli: “il mio amico James” “Il James che ho conosciuto” “il mistero della vita di Dean” “Dean, l’uomo della leggenda”.

Vengono smantellate le case dei parenti, gli studi cinematografici, perquisite le abitazioni degli amici per recuperare ogni sua possibile fotografia esistente.

Il fotografo Sandford Roth, amico dell’attore, è tra i primi ad arrivare sul luogo del’incidente automobilistico dove James Dean perde la vita. Riesce a fotografare il povero corpo maciullato del ragazzo allo scopo di consegnare le fotografie alla polizia.

La stampa gli offre somme enormi per poter avere quelle immagini, che il fotografo custodirà gelosamente.

Nascono quattro nuove edizioni di giornali dedicate solo all’argomento James Dean. Tutta la carta stampata,
qualsiasi tema trattasse (giornali sportivi compresi) pur di aumentare la propria tiratuta, infila articoli in cui si
cerca di legare ogni argomento a James Dean. In pochissimo tempo cominciano ad essere pubblicati
libri, uno dei quali scritto dal padre, un altro da Nicholas Ray regista di Gioventù Bruciata.

Per non parlare dei film postumi, delle canzoni composte per lui. L’artista Kenneth Kendall si sbizzarrisce in ogni tipo di ritratto sul tema “James Dean”: scultura a corpo intero o a mezzo busto. In pietra, in plastica. Produce in serie le maschere “James Dean”: di plastica per 5 dollari, di bronzo per 150.

Viene tirata in ballo una medium che avrebbe avuto presentimenti sulla morte di Dean e le gira per conferenze e interviste.

Una stellina in cerca di popolarità organizza pubbliche riunioni per parlare di quello che sapeva ma
non poteva raccontare.

Negli Stati Uniti il divismo è un mezzo di propaganda che ha acquistato una potenza enorme, basti pensare alle campagne per le elezioni politiche.

 

 

 

Come un assurdo scherzo del destino Dean girò uno spot a favore della sicurezza stradale, di seguito sottotitolato in italiano.

 

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