Jacques Prévert, surrealtà poetica

Capelli neri capelli neri spettinati dalle onde

Capelli neri capelli neri accarezzati dal vento

Sole, limone acerbo trascinato dal tempo…

è una voce bambina la voce della sirena.

(Le Gemelle – La voix de la sirène, Jacques Prévert)

Nasce a Neuilly-sur-Seine, Jacques Prévert, il 4 febbraio 1900. E’ uno dei poeti francesi più popolari del XX secolo.

Giovanissimo conosce André Breton, Raymond Queneau ed entra a far parte del gruppo dei
surrealisti.

preve

Vicini, per qualche aspetto, ai Dadà si identificano per qualche differenza. Per i surrealisti le parole
vivono di vita propria e, se lasciate a sè stesse nella fantasia del poeta,

spontaneamente si mettono insieme e compongono frasi e immagini. Tanto più le si lascia libere tanto più le immagini prodotte sono straordinarie.

Questa idea del linguaggio è abbastanza comune nei poeti moderni e contribuisce alla loro
diversità dalle correnti precedenti. I surrealisti sono talmente convinti delle loro tesi che inventano la scrittura automatica:

si mettono a tavolino e scrivono, proprio come automi, tutto quello che passa loro per la mente, senza riflessioni.

Il surrealismo da molta importanza al sogno perchè privo di logica ed arricchito da immagini ed avvenimenti straordinari.

Il sogno è la libertà di inventare una realtà indipendente dalla realtà: la “surrealtà“, luogo di realizzazione dei più pazzi desideri.

Per loro il è parte del quotidiano. Le poesie surrealiste di Jacques Prévert si possono definire quadri, parole che, alla lettura, diventano immagini.

I surrealisti si sentono veri rivoluzionari e molti di loro portano questa filosofia anche in politica. Il loro obbiettivo, nella poesia come nella vita,

è la completa libertà dell’uomo.

Nella poesia ogni surrealista percorre una strada diversa a seconda della propria indole: i sogni di Jacques Prévert sono teneri, ironici, allegri, malinconici.

Esiste, però, un altro Prévert aggressivo che reagisce alle violenze del potere e si impegna nelle lotte sociali. Artista versatile è’ anche autore delle più belle canzoni che si cantano a Parigi.

Collabora, inoltre, con famosi registi scrivedo sceneggiature cinematografiche. Con Jean Renoir (Le crime de
Monsieur Lange) e Marcel Carné (Quai des brumes, Le jour se Lève, Les enfants du Paradis).

La sua raccolta di poesie più significative è Paroles. Prévert ha 46 anni quando appare la prima edizione; la raccolta è destinata ai pochi amici che da tempo credono fermamente nella validità della sua opera.

Acquisterà notorietà grazie a letture private ed articoli su riviste e giornali letterari dal ’30 in poi.

In questa raccolta è apprezzabile la semplicità nel raccontare la vita e l’amore. Egli scrive in un modo quasi parlato, trasmettendo un senso di verità. Le sue parole appaiono autentiche e sincere. Le poesie di questa raccolta trattano diversi temi: l’amore, le bellezze semplici e innocenti, la religione, la disperazione e la tristezza.

Molte composizioni da Paroles vengono musicate, soprattutto da Joseph Kosma ed ottengono un grande successo popolare.

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