Jacovitti, la nascita di Cocco Bill

Benito Jacovitti è il creatore di Cocco Bill, un personaggio dei fumetti protagonista anche di diversi caroselli, oltre che di una serie di cartoni animati.

La sua nascita può essere fatta risalire al 28 marzo del 1957: quel giorno, infatti, comparve per la prima volta sul primo numero de “Il Giorno dei Ragazzi”, il supplemento del quotidiano “Il Giorno” che veniva distribuito il giovedì gratuitamente.

Un inizio non facile. Ma come nasce Jacovitti? E poi questo nome… Ma è vero?
«Certo che è vero è di origine slava – albanese! Come mia madre Elvira. Fino a sei/sette anni parlavo albanese. Mio padre Michele faceva il ferroviere. Ho poi un fratello e una sorella. Ricordo un episodio per far capire come si viveva. Ero caduto in un braciere e mi ero bruciato le braccia.

Ebbene fui curato da alcune donne, delle specie di fattucchiere, con la piscia mista a terra messa sulle scottature. E… guarii! A Termoli c’era poi il problema dell’acqua. Arrivava col treno.

Un barilotto per lavarsi costava 20 centesimi. Molti bambini morivano perché si utilizzava quest’acqua che doveva servire per lavarsi e costava di meno. Morì anche un mio fratellino appena nato.

Proprio per questi problemi ci trasferimmo, avevo otto anni, a Ortona a mare. A undici anni ci trasferimmo a Firenze dove ho frequentato il liceo artistico.

E’ li che mi hanno affibbiato il nomignoli “lisca di pesce” per la mia altezza e per la magrezza» L’ultima grande intervista a Benito Jacovitti Eja, Eja, baccaladi Carlo Galeotti

Cocco Bill

Ecco una serie di divertenti personaggi inventati dal grande fumettista.

Jacovitti-Cocco-Bill

In ordine di apparizione in questa pagina, abbiamo:

Cocco Bill è il famoso cowboy che beve camomilla e spara come un matto. Con lui,si può azzardare, è nato il genere “spaghetti western” molto prima dei film di Sergio Leone.

Il cavallo di Cocco Bill è Trottalemme, che

Jacovitti, Trottalemme, Il Cavallo di Cocco Bill - il cavallo di Cocco Bill
Jacovitti, Trottalemme, Il Cavallo di Cocco Bill –

 “fuma e agisce quasi in modo indipendente, e spesso toglie il suo maestro e amico dai guai” (da “Jacovitti, Il fumettista e il mito in cinquant’anni di fumetto italiano “, Granata Press, Bologna, 1992).

Poi c’è L’Onorevole Tarzan, nato nel 1948, che non è “re”, ma  “primo ministro” di un esilarante foresta repubblicana. Al suo fianco, prima donna Sora Gei una parodia di Jane Porter, la sposa di Tarzan nei libri originali e adattamenti cinematografici.

Jacovitti, L'Onorevole Tarzan
Jacovitti, L’Onorevole Tarzan
Jacovitti, Sora Gei
Jacovitti, Sora Gei

Un’altra delle parodie fantasiose di Jacovitti ha debuttato nel 1968 in “Corriere dei Piccoli”: Zorry Kid, il “cavaliere mascherato”, di notte una ballerina di flamenco e nacchere, di giorno giocatore, sotto il nome di Kid Paloma. Il Sargente Martin Pelota è invece la vittima preferita del spadaccino/a eroica/o, finisce sempre con una grande “Z” sulla grossa pancia.

Jacovitti, Zorry Kid
Jacovitti, Zorry Kid

 

Jacovitti, Kid Paloma
Jacovitti, Kid Paloma
Jacovitti, Il Sergente Martin Pelota
Jacovitti, Il Sergente Martin Pelota

Battista il fascista ingenuo è stato il protagonista di una serie di episodi tragicomici pubblicati tra il 1945 e il 1946 su “Intervallo”. Attraverso questo personaggio innocentemente pigro, Jacovitti ha dato la sua propria interpretazione della storia italiana dal 1930 fino all’inizio della Repubblica.

Lei è stato indicato come un disegnatore di destra, un fascista. Che rapporto ha con il fascismo? Suo padre era fascista.
«Mio padre era fascista ma non aderì alla repubblica di Salò. E poi va ricordato un episodio: nel periodo delle persecuzioni razziali, avvertì alcune famiglie ebree e che scapparono e si salvarono.

Per quanto mi riguarda, nel periodo in cui vissi nascosto a Firenze feci due strisce satiriche proprio sul fascismo. Protagonista era Battista l’ingenuo fascista. Divenne famosa la battuta: “Eja, Eja, baccala!”. E poi creai una storia: Ahi Flitt .

I personaggi si salutavano non con il saluto romano ma con le corna. Era una satira sul nazismo. Erano una trentina di tavole pubblicate nel ’44 in una rivista di studenti cattolici.

Questo prima che arrivasse il famoso film di Charlot. Io l’ho detto più di una volta: sono un liberale, un estremista di centro, un anarcoide».L’ultima grande intervista a Benito Jacovitti Eja, Eja, baccaladi Carlo Galeotti

Il critico Gianni Brunoro ha visto

“una satira pungente della stupidità umana” in “questo piccolo uomo, che è andato alla deriva da un partito politico a quello successivo, facilmente ingannato con gli argomenti più banali offerti da ciascuno.”

Jacovitti, Battista, l'ingenuo fascista - l'ingenuo fascista
Jacovitti, Battista, l’ingenuo fascista

Flitt, dal nome del vecchio spray, è una caricatura surreale di Hitler; ha debuttato in una storia dal titolo “Pippo e il dittatore”, pubblicato su “Intervallo” del 1945.

Jacovitti, Flitt
Jacovitti, Flitt

La galleria prosegue con Mandrago, un uomo povero a cui capitano improvvisamente poteri magici e li utilizza per fare del bene, ricevendo in cambio solo l’ingratitudine; Oreste il guastafeste, un pericoloso, operaio in pensione che si diverte a molestare l’umanità, Microciccio Spaccavento, una fantascientifico uomo del futuro che ha vissuto in una galassia oppresso da un tiranno crudele; Giuseppe, la stella di strisce brevi con tutte le

“caratteristiche di un assurdo-uomo, in sintonia con il mondo surreale in cui vive: un mondo dove tutto è possibile e impossibile, allo stesso tempo” (Franco Bellacci).

Jacovitti, Mandrago Il Mago - il Mago
Jacovitti, Mandrago Il Mago –
Jacovitti, Oreste Il Guastafeste - il guastafeste
Jacovitti, Oreste Il Guastafeste
Jacovitti, Microciccio Spaccavento
Jacovitti, Microciccio Spaccavento
Jacovitti, Giuseppe
Jacovitti, Giuseppe

Quale satira ama?
«Non amo la satira che fa sghignazzare. Amo l’umorismo che fa ridere, e deve far ridere tutti. Non mi piacciono le vignette fatte di scarabocchi che basano tutto sulla battuta. Come quelle di Elle Kappa, Chiappori, Altan.

Posso apprezzare le battute di Altan, ma il disegno non esiste. Io preferisco valorizzare sia il disegno che la battuta. Ho inventato anche delle espressioni similonomatopeiche diverse da quelle delle strisce americane: gulp, sob, sdeng. Per uno schiaffone io metto: Schiaffffon. Oppure: Cazzotttton. Con le iniziali grandi». 

Quale epitaffio sulla tomba di Jacovitti?
«Fui, sono e sarò un clown. Continuerò a disegnare nell’aldilà. Ho paura del nulla. Quando cominci a capire che di là non c’è nulla, inizia la paura. Quando cominci a entrare nel nulla…Questo mi fa paura.

L’umanità è un corpo unico. Io vivo come parte di questa umanità totale. Vivo nel presente, l’unica cosa che esiste. Nello spazio ogni punto è il centro. Nel tempo qualunque momento è il presente, è infinito. Mi piace leggere cose sul microcosmo e sul macrocosmo».

Il personaggio che più ama?
«Charlot».

La donna più bella?
«Sembra strano ma… Barbra Streisand».

Chi è Jacovitti?
«Io sono un clown, un pagliaccio. Sono orgoglioso di essere un pagliaccio. Sono un matto». L’ultima grande intervista a Benito Jacovitti Eja, Eja, baccaladi Carlo Galeotti

La sfilata si conclude con Pinocchio. Le avventure del burattino più famoso del mondo sono rilette con sarcasmo dall’artista: le sue vignette sono innovativo soprattutto rispetto al classico di Collodi. I disegni sono molto teatrali, viene dato risalto, con eccezionale creatività, a personaggi anche di secondo piano.

Jacovitti ha accennato a questa distorsione con ironia:

“Per finire con la ‘storia’ / AL ‘Pinocchio’ han date gloria / Russi, Turchi e Americani / Che ci misero le mani. / Fu il pupazzo di Collodi / cucinato in Tutti i Modi / Fino la punto Che, Ohibò, / poco o nulla ne resto ” Perderai felicemente la cognizione del tempo studiando attentamente queste immagini. Goditele!

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