Déborah Chock, il cuore è pieno di felicità e di emozione

“Non siamo solo fatti di carne e ossa, ma soprattutto impastati di linguaggio. Pertanto, queste parole e parole che ci costituiscono stanno camminando sui miei quadri come parte di noi stessi. Il mio lavoro è quello di fornire la metafora del pensiero, suo malgrado, attraverso le parole da cui è stato alimentato. Immagini e testi sono consustanziali, nello stesso modo in cui l’essere è inseparabile dal linguaggio che lo costituisce. Mi piace immergermi nella lingua francese, e condividere i tesori che contiene, e la sua padronanza inconscia con un sorriso: Il êtr’Ange in You Believe in Magic Siena, Open mi door .. . “- Deborah Chock

Nel 2002 ero a Parigi, mi sono imbattuto in un piccolo negozio che vendeva illustrazioni. Sono stata subito attratta dai dipinti colorati e dalle molte cartoline con slogan. Mi sono innamorata immediatamente dell’opera di Deborah Chock. Nel corso degli anni la mia famiglia e gli amici tutti hanno ricevuto una sua cartolina ed una raccolta è finita in una cornice sulla parete d’entrata nella mia cucina.

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Pertanto vivo ogni giorno nei suoi colori, in mezzo alle sue parole ….Quella parete è un luogo magico pieno di luce e di calore. Deborah collega, tocca, solletica … Deborah parla con me di fate, angeli.

Un vortice di parole, un turbinio di colori … Deborah Chock, ci prende, ci incanta! 

“Grazie per tutte le emozioni che scaturiscono dai tuoi quadri, grazie alla tua visione del mondo”

Un ventilatore che amplifica la vita. 

Il lavoro di Debora Chock parla e legge, assume significato e da forma ad entrambe le dimensioni.

Un lavoro accessibile a tutti, guidato da un’armonia evidente. Ogni tableau è il risultato di una ricerca impegnativa ed il frutto di un “lavorare su combinazioni complesse”.

All’emozione immediata del colore segue l’analisi dell’immagine e il significato della parola che crea una sorta di profondità di campo.

Deborah Chock ha il gusto del gioco a cassetti segreti. 

Deborah Chock arriva dal mondo del teatro. Ha trovato nella pittura uno spazio che abbraccia la narrazione, il dialogo, la poesia, la filosofia e la psicoanalisi di cui è una costante studiosa.

Ogni sua opera consiste nel mettere in scena uno spettacolo che fa appello a tutte le forme di linguaggio di cui è costituito: parole, emozioni, associazioni, astrazioni, opposizioni, simboli.

Scrivere sulla tela per lei è un gesto essenziale.

“Consustanziale”,

dice.

L’espressione pittorica detiene il posto privilegiato perché il significato è incarnato direttamente in essa, parte intrinseca del colore, composizione, ortografia, luce sono tutti elementi del “paesaggio”.

La pittura di Deborah Chock è sia astratta che concreta: colori forti, uso di materiali solidi e ricchi,nel contempo forme poetiche che ispirano effetti di luce.

Per quanto riguarda la sua filosofia, è, al tempo stesso personale e universale.

Le sue frasi chiare, a volte liriche, sono immerse in schizzi di colore.

Osserva, portano un messaggio, una nuova vita. Contribuiscono a una lettura giocosa e gioiosa dell’inconscio.” Il potere delle parole che danno vita e significato al mondo consente di modificarlo. I miei dipinti possono essere letti come “un alfabeto filosofico, poetico e psicoanalitica dell’Essere”.(Deborah Chock)

Le sue opere, nel loro originale brillantezza, fanno il punto e rielaborano sfaccettature della nostra condizione umana.

Deborah Chock fa parte di quelle donne che cercano di ri-vedere il mondo.

Con il suo “la struttura del tempo diventa morbida”, “la luna sorride a Dio” “umanità danza con il verbo”, “alba solitaria canta la forza del mattino”, “volare i mali”, ” sogno breve dell’omino blu nei suoi padri “,” il giorno è blu… “, “Anche dolore è blu”. Blu è la nascita delle parole.

Il grande blu ampio. Blu notte, ma anche blu alba

Un “bleuitude” onnipresente in questa calda rappresentazione di un pianeta, tenero, compassionevole.

La tavolozza di Deborah Chock si concentra su alcuni colori: il luccichio dei neri, lacrime bianche, arancio e giallo limone, gocce rosse (molto meno) e ombre grigio viola.

Esseri umani a volte rappresentati nel loro deserto di solitudine, ma la maggior parte del tempo uniti a grappoli, coorti, file che si tengono per mano.

Dipinge coppie, bambini e una gran maggioranza di donne: donne-ballerina, donne incinte, donna-madre, sole-donna, donna-maga, donne su…donne giù.

Tutti i suoi personaggi abitano gli spazi della geometria pura: rotondo, quadrato, perpendicolare, rettangoli, strisce, spirali… e intorno, sopra, sotto riecheggiando le parole.

A noi indovinare le forme stilizzate, ingressi di passaggi, corridoi, finestre, specchi; come molti luoghi simbolo di apertura, di profondità, di senzatetto, di movimento.

Una manciata di belle parole: vita, sognare, credere, alba, cielo, ballare, scrittura, poeta… e lezioni di coraggio, di ottimismo o di consolazione.

A volte questi messaggi, lanciati attraverso la tela trasformata in scena teatrale, esplodono come “granate poetiche”:

viva la vita!, moglie e madre-fata, infinito a due, siamo i pazzi, c’è l’amore in noi…,

a volte sono in minuscolo, a volte in minuscolo, Deborah Chock ci scrive ogni volta una lettera.

Succede anche che due frasi si completino: nella parte superiore uno slogan “abbiamo intenzione di cambiare il mondo” e, in fondo, l’artista fa la sua profezia: “si berrà parole per seminare ubriachezza”.

E’ una perfettamente dosata opera di poesia, spiritualità, miscela di psicoanalisi?Testamento artistico? Ciò che rende le pitture di Deborah Chock così memorabile, è proprio questa fusione di due forme di espressione: il vocabolario e questa altra lingua “Il dipinto”.

Con esso, la forma e il contenuto sono fuse in modo primitivo e sofisticato, arcaico e sottile. Un “artiglio” Deborah Chock, un garofano Deborah Chock, una visione di Deborah Chock che dà consistenza al suo lavoro e lo rende non solo notevole ma unico.

Ci immerge Deborah Chock nel meglio che abbiamo nell’animo. L’incontro di colore, di parole e sentimenti risvegliano l’angelo che risiede dentro di noi. Semplice e bello!

“Deborah Chock, magia … magia!

“Deborah Chock è un valzer di frasi, colori, voli di luce. Re-suscitare è la sua parola d’ordine”.

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One thought on “Déborah Chock, il cuore è pieno di felicità e di emozione

  1. I don’t think Curt would have much of a shot winning any eticleon. Is there anyone out there who actually likes him? For all he did for Boston, still every Boston fan I know doesn’t really like him, they just respond to questions with something like, well, I’m really happy for what he helped accomplish for us, but he should shut his mouth because he’s an idiot.As for Moose in Hall, I guess it makes sense that he not get in if we look at his peers who will be getting nominated around the same time- Maddux, Smoltz, Glavine, Randy Johnson, Clemens, Pedro. Those are all guys who were incredibly dominant. Moose, as great as he was, just wasn’t in that league. While I have never thought much of Glavine, he does have the magic number and that’s what counts to get him over the hump. As far as Moose playing on the Orioles in the 90s and Yankees in the 2000s, that’s true that that probably helped him get some wins, but it’s also true that pitching in the AL East probably took away it’s fair share of wins from him. Facing at various times the Sox, Yankees, Orioles, and Blue Jays is not an easy task- far more difficult than playing in other divisions. This is the premier offense division and probably always will be.Side note: if Moose shouldn’t get in before Blyleven- should Schilling get in before him? Or before Jack Morris for that matter? Schilling’s got the 3000+ strikeouts, but he doesn’t have the win total of Moose or Blyleven (who also has more Ks, as do Clemens, the Unit, Maddux, and Pedro). He also has the postseason record, making him similar to Morris. If you put those together does it make him Hall worthy? I don’t know. I think right now people think he and Moose should get in, but in five years from now, with some perspective, I think people will answer no.’

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