Con Maurizio Landini oggi a Roma per “Unions”

Possiamo chiamarlo, senza ombra di dubbio, “O Lione” il nostro Maurizio Landini. Nostro perché è l’unico che si prenda a cuore le nostre sorti, che ci rappresenti, che parli la nostra lingua. Lione perché è il suo segno zodiacale.

Saremo con lui, ci stringeremo attorno a lui, a Roma, in piazza per il debutto della sua “coalizione sociale”:

«Via il Jobs Act, servono nuovi diritti».

Con noi ci saranno: Libera, Arci, Emergency. E poi Anpi, Articolo 21, gli studenti di Rete della conoscenza e tanti pezzi di Cgil. Oggi ci proviamo, società civile e sindacato per un percorso INSIEME.

Che dire di Landini? Nel mio utopistico solito entusiasmo mi sembra di avere davanti un nuovo “Che Guevara“. Illusa? Forse, ma sognare non costa niente e da tanto. Io di Landini mi fido.

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Calorosità, lealtà ed entusiasmo sembrano uscirgli da ogni poro della pelle. E’ forte e pieno di dignità. Trapela dalle sue parole una potenza che, (ne sono certa per me, per noi, per lui), lo aiuterà a completare felicemente i suoi progetti.

Sapete a chi mi fa pensare Maurizio Landini?

Al libro LA VIA DEL GUERRIERO  

DI CARLOS CASTANEDA 

Una Strada con un Cuore verso la Libertà dell’Essere

“Stregoni antichi, risalenti a circa 3.000 anni fa riconobbero tra di loro alcuni che erano dotati di una particolare e potente configurazione energetica: i Nagual. L’uovo luminoso di un uomo normale è suddiviso in due scomparti, quello di un Nagual invece in quattro. Questa struttura permette di immagazzinare molta energia e di controllare con efficacia non solo il proprio Punto d’unione, ma anche quello di altre persone. Quindi un Nagual è un uomo o una donna che può guidare gli altri.

Non tergiversa Nagual/Landini, il suo obiettivo è il completamento del progetto cui sta lavorando. O Lione è un leader naturale, anche se, e non guasta, per chi lo teme può apparire un po’ tiranno ed autocratico.

Maurizio Landini è organizzatore, idealistico e sta diventando un ispiratore di folle.

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Quello che mi trasmette Landini è il suo entusiasmo senza limiti. Sento fortemente la sua generosità di spirito e la sua determinazione. E’ leale, forte di un grande senso dell’onore. Landini è deciso e fiero e per questo ci fa sperare che una società migliore sia possibile.

Ma quanto ne avevamo bisogno di ricominciare a credere in qualcuno? Ma quanto ci serviva un sogno? Come si può vivere senza sogni? Abbiamo passato gli ultimi anni a lottare soli, siamo sopravvissuti a problemi economici, mancanza di lavoro e molto altro, cercando di difenderci, ci siamo sentiti abbandonati dalla politica. Scandali, ruberie, leggi ad personam, opportunismi ci hanno stremato, hanno consumato le nostre speranze nel futuro.

Don Juan tra gli innumerevoli insegnamenti trasmessi a Carlos Castaneda gli rivela che una delle cose più significative nella vita di un uomo è la propria consapevolezza dormiente. Lo Sciamano Guerriero si pone come obiettivo di risvegliarsi, di assumere il controllo e la responsabilità della propria vita, di elevare la propria consapevolezza. Questo richiede Intento Inflessibile, disciplina, motivazione profonda e tanta energia. Il traguardo finale cui il Guerriero ambisce è la Libertà. E questa Libertà compende la possibilità di continuare a percepire, anche oltre la morte.(Carlos Castaneda)

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Quindi ben venga chi ci acchiappa per la collottola, ci spolvera un po’, ci rimette in piedi, parola d’ordine? La più bella che esista: INSIEME. 

“La maniera più efficace di vivere è vivere da Guerriero. Un Guerriero può preoccuparsi e riflettere prima di prendere una decisione, ma una volta che l’ha presa, va per la sua strada, libero da timori e preoccupazioni; sono mille le decisioni che ancora lo attendono. Questa è La Via del Guerriero.»

«Un Guerriero sa che sta aspettando e che cosa sta aspettando, e pur aspettando non vuole nulla, così che ogni piccola cosa che ottiene è più di quanto gli serva. Se ha bisogno di mangiare, trova il modo di farlo, perché non ha fame; se qualcosa ferisce il suo corpo, trova il modo di arrestare quel qualcosa, perché non soffre. Un Uomo che ha fame o prova dolore non è un Guerriero, e le forze della sua fame e del suo dolore lo distruggeranno” (Carlos Castaneda)

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