Basquiat l’Arte Analfabeta

L’artista che ho scelto oggi come il più rappresentativo della cultura artistica afro-americano è Basquiat. Come una meteora, Jean-Michel Basquiat ha attraversato i cieli degli anni più emblematici dell’arte contemporanea, per poi scomparire lasciando un segno indelebile.

-Basquiat nasce a Brooklyn nel 1960, suo padre è un contabile da Haiti e sua madre è di origine portoricana.

– Nel 1965 comincia a disegnare fumetti e questo è l’inizio di una vita compulsiva. Visita spesso il Brooklyn Museum e altri musei d’arte.

Opera collage di Basquiat

Opera collage di Basquiat

– Nel 1968 un incidente d’auto lo porta in ospedale con un braccio rotto e lesioni interne. Sua madre gli dà una copia di Anatomia di Gray per passare il tempo e con questo libro Basquiat scopre il suo interesse per l’anatomia umana.

– Nel 1977 con l’amico Al Diaz, Basquiat inventa il personaggio SAMO GRAFFITI. SAMO è acronimo di ” solita vecchia merda.

– Dal 1979, Jean-Michel esplora la musica e l’arte. Comincia a vendere cartoline dipinte a mano e t-shirt, e forma la band musicale Grey con alcuni amici.

Diventa attivo come artista ancora adolescente e famoso in tutto il mondo all’età di ventitré anni.

E’ considerato un eccezionale talento creativo, un eroe culturale per giovani artisti.

La sua è una vita sfortunata, inizia cercando di emergere dai bassifondi di New York attraverso la boxe e la musica hip hop, come tanti ragazzi perduti che cercano di sfogare la loro rabbia.

Sviluppa presto una vocazione artistica che lo porta a realizzare i suoi primi lavori sui muri della Grande Mela e poi portare la sua Street Art direttamente all’interno e musei. Lui ritrae scene di vita quotidiana,

presentate attraverso un alfabeto pittografico formato da una successione di figure pirotecniche raffiguranti in uno stile rozzo e infantile, composta anche da scrittura necessarie per chiarire il significato delle sue opere.

Maglietta opera di Basquiat

Maglietta opera di Basquiat

Il suo stile, così semplice viene definito da lui stesso “analfabetismo artistico”, lo trasforma in un vero bambino prodigio.

La sua vita è piena di vizi, tra cui la tossicodipendenza, che avrà la meglio su di lui, e lo rende spesso inquieto e problematico.

Si può dire che la vita riservi un destino per Basquiat diverso da quello di molti giovani con storie simili.

Gli dona un talento che lo rende uno dei più importanti artisti del XX secolo.

Basquiat utilizza fin dalle prime esperienze di Street Art con materiali poveri stabilendo un legame profondo con il mondo della strada, un ponte tra quella vita da `refusè’ che lui, giovane nero di estrazione borghese, aveva deliberatamente cercato, e la nuova dimensione di agio e fama cui la sua arte e le leggi del mercato dell’arte lo condussero. Jean-Michel Basquiat dice

“I don’t know how to describe my work, because it’s never the same. It’s a bit asking Miles Donis: what does your trumpet sound like?” (Non so descrivere il mio lavoro perché non è mai la stessa cosa. È come chiedere a Miles Davis, beh, com’è il suono della tua tromba?)

Graffiti Basquiat

Graffiti Basquiat

E’ un assiduo frequentatore della Factory di Andy Warhol, tra loro nasce una forte amicizia ed una collaborazione importante.Per Basquiat Andy è una sorta di figura paterna che riempie il suo vuoto. I due si frequentano a lungo e danno vita ad una grande quantità di quadri tra i più originali della pop art.

6,99 opera Basquiat-Wharol

6,99 opera Basquiat-Wharol

Quadri che sono la dimostrazione di un’armonia che va oltre le tele. Jean-Michel e Andy raggiungono un reciproco equilibrio salutare.

Basquiat rispetta la filosofia di Warhol ed è impressionato dalla padronanza di colori e immagini; l’altro lo osserva stupefatto dalla naturalezza con cui crea i suoi dipinti ed è costantemente meravigliato dalla quantità delle sue nuove idee.

Si stimolano a superarsi a vicenda.

Un dipinto importante di questa collaborazione è “6,99”.

In febbraio 1987 l’ amico e mentore Andy Warhol muore e Basquiat ne rimane completamente sconvolto.

 

Basquiat e Andy Warhol

Basquiat e Andy Warhol

‘I due iniziarono a fare uso di stupefacenti come il Trip (dose di LSD) ed unirono le loro capacità iniziando a graffitare per le strade di New York firmandosi con l’acronimo di Samo propagando  con bomboletta spray e pennarello indelebile idee ermetiche, rivoluzionarie ed a volte insensate,

come “SAMO© SAVES IDIOTS” (SAMO© salva gli idioti).

Nonostante questo matrimonio artistico giunga ad un grande successo underground, la coppia Basquiat-Diaz ormai convinti di avere aspirazioni artistiche differenti, si scioglie nel 1978 affiggendo ai muri di Manhattan l’annuncio “SAMO IS DEAD“. Da quel momento in poi Basquiat non utilizzerà mai più il nome SAMO, ritenendolo non suo, ma frutto di una collaborazione di un team.

Caratteristiche: La pittura di Jean-Michel Basquiat non è classificabile in una corrente ufficiale; egli si definiva un “analphabet artist”, per l’immediatezza e l’infantilismo dei suoi tratti, pittura concreta e senza alcun tipo di regola formale. Non usa cornici e spesso le tele sono stese su assi rozzamente incrociate. Il tratto è decisamente marcato e le pennellate molto corpose; questi elementi fanno in modo che l’arte di Basquiat sia un’arte povera, dei bassifondi, ma anche un’arte figurativa, nella quale si potevano riconoscere i soggetti. Coloro che amò e a cui si ispirò sono artisti come Leonardo da Vinci, Picasso e Mirò.

Nelle scelte tematiche ed espressive di Basquiat hanno una parte importante le radici afroamericane. Pur non avendo esperienza diretta dell’Africa, la cita spesso sia nei suoi dipinti a carattere sociale, sia nelle opere dedicate ai grandi miti dello sport, ai leader politici neri o ai musicisti. Per questo vengono definite “opere complesse”. Elemento originalissimo è poi la scrittura; Basquiat, infatti, riempie ogni sua tela di innumerevoli parole che diventano un vero e proprio elemento compositivo del quadro. A volte l’artista scrive solo il titolo dell’opera, ma più di frequente troviamo elenchi lunghissimi spesso coperti con poderose pennellate.

Jean-Michel Basquiat è il primo artista di colore nell’arte. Dipinge di “strada e denuncia sociale”. Ma ciò che maggiormente lo caratterizza è una forte volontà di diventare famoso ed affermarsi.

Basquiat rappresenta inoltre “eroi idealizzati”, ossia personaggi tragici della storia nera americana diventati famosi per il loro talento e rovinatosi successivamente a causa dall’euforia del successo.

Basquiat riprende il tema della schiavitù esprimendole in varie forme: partendo da sinistra raffigura uno schiavo di colore con le braccia alzate ed incatenato, al centro un borghese schiavo di se stesso e del suo strato sociale, infatti vi scrive “not for sale”, e infine a destra vi raffigura un texano con i pantaloncini coi dollari, schiavo dei soldi.

jean_michel_basquiat_006_libertà_1982

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Da notare sono i simboli da lui spesso raffigurati nelle sue opere come “simbolo di riconoscimento”: il copyright © e la corona a tre punte. Ricorrente nella sua arte sono ossa e di teschi, testimonianza del suo malessere interiore da cui si sente “mangiato vivo”, sfruttato dai galleristi. Nei quadri di Basquiat ricorrono motivi costanti, linguaggi visivi diversi, dal fumetto alla pubblicità, che gli consentono di inventare quella sua particolare forma di: pittura, scultura, collage. Ci sono anche sonorità musicali che ricordano Charlie Parker, Miles Davis, Jimi Hendrix, il rap e lo zydeco, una musica propria della Lousiana, in voga a New York negli anni Ottanta e che Basquiat amò molto.

La parola “zydeco” fa parte del gergo creolo cajun di New Orleans ed è la storpiatura del francese “les haricots”, i fagiolini. La musica zydeco ha nella fisarmonica il suo simbolo. Nel video seguente esegue un pezzo insieme al suo gruppi The Grey.

Muore di overdose nel mese di agosto del 1988. Dopo la sua morte, viene soprannominato il James Dean dell’arte moderna, per la sua ascesa notevole e rapida interrotta da una morte prematura.

Nel corso degli anni, i prezzi delle sue opere sono saliti vertiginosamente, raggiungendo un record per la sua pittura dal titolo ” Dustheads “, abbattute di recente da Christie per circa 50 milioni di dollari.

Basquiat

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23 thoughts on “Basquiat l’Arte Analfabeta

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