Agosto 2015, estate nera per la libertà di stampa

Questa pagina è dedicata ai giornalisti assassinati solo per aver fatto il proprio lavoro, ricordando il loro contributo alla libertà di espressione, la democrazia e la pace.

Secondo le statistiche solo una persona su sei vive in un Paese con stampa libera. 

L’UNESCO è l’Agenzia delle Nazioni Unite con il compito di difendere la libertà di espressione e libertà di stampa. L’articolo 1 della sua costituzione richiede  “ulteriore rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e i diritti umani, le libertà fondamentali che si sono affermate per i popoli del mondo, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione, dalla carta delle Nazioni Unite.” Per realizzare questo lo scopo dell’organizzazione è “collaborare all’opera di promozione della reciproca conoscenza e comprensione dei popoli, attraverso tutti i mezzi di comunicazione di massa e a tal fine favorire accordi internazionali necessari per assicurare il libero flusso delle idee di parola e immagine…”.

Agosto 2015:

  • Rasim Aliyev
  • Juan Heriberto Santos
  •  Rubén Espinosa 
  •  Gleydson Carvalho

BAKU (Azerbaijan) la critica ad un giocatore della nazionale è costata la vita ad un giornalista, picchiato a morte. 

In un’intervista video registrata in ospedale prima di morire per le ferite, il giornalista Rasim Alyev ha accusato Javid Huseynov, calciatore del Gabala e della nazionale azera, di aver architettato un vero e proprio agguato contro di lui.

Il fatto: Rasim Aliyev posta su Facebook la sua opinione su Javid Huseynov, attaccante per la squadra di calcio FK Gabala. Secondo il giornalista, al giocatore dovrebbe essere vietato il gioco del calcio dopo che, in campo, il 6 agosto, entra sventolando una bandiera turca.

Gli avversari sono la squadra cipriota Apollon Limassol. Il gesto è una sorta di arrogante spregio verso i ciprioti, motivo: l’invasione turca dell’isola (1974) e la successiva divisione del paese.

Le spiegazioni del calciatore, in seguito, non sono altro che frasi sprezzanti e offensive nei confronti di un giornalista greco che lo sta intervistando.

Messico: Fotoreporter investigativo assassinato, è stato ‘torturato prima di essere colpito a morte’

Il fatto: Ruben Espinosa lavorava per la rivista investigativa “Proceso” e per altri media. In giugno era fuggito dallo stato di Costa del Golfo di Veracruz, autoesiliandosi nella capitale, dopo essere stato minacciato.

Già il 15 giugno Espinosa segnalava di essere seguito da sconosciuti, di essere stato fotografato e minacciato verbalmente davanti alla sua abitazione a Xalapa, capitale dello stato.

È stato trovato morto in un appartamento di città del Messico. Tre donne e la loro governante, che vivevano nello stesso appartamento sono state uccise. Insieme al fotoreporter è stata uccisa Nadia Vera, di 32 anni, attivista per i diritti umani che aveva più volte denunciato la situazione e la negligenza complice del governo di Veracruz.  Espinosa aveva gravi lesioni facciali. Tutti, prima di morire, sono stati torturati e violentati.

Il video seguente è quello diffuso dalla polizia e mostra i presunti assassini. Viene girato da una telecamera di sicurezza, si vedono chiaramente due uomini che escono dall’abitazione di Città del Messico in cui di è ritrovato il corpo del giornalista insieme a quello delle donne. Nel video uno dei due uomini sale a bordo di una Ford Mustang rossa, mentre l’altro con una valigetta nera viene raggiunto da un altro uomo. I due se ne vanno a piedi.

Brasile: conduttore radiofonico, critico nei confronti del governo, assassinato durante la sua trasmissione in diretta.

Il fatto: Gleydson Carvalho è stato ucciso durante suo “live show” . Conduttore apertamente critico nei confronti del governo del suo paese, era una personalità schietta che spesso inveiva contro la corruzione e lo faceva senza paura, ufficialmente su Rádio Liberdade FM.

E’ stato ucciso sulla sua sedia da due uomini armati. Secondo i media locali, gli assassini hanno sopraffatto una receptionist, sono entrati in studio e gli hanno sparato tre volte, una volta in testa e due volte al petto.

“Oggi è stata spenta in modo tragico una delle voci più importanti della nostra regione”, ha detto un comunicato pubblicato online.

Gleydson Carvalho aveva già ricevuto minacce di morte sulla sua pagina Facebook e al lavoro.

L’omicidio è la terza uccisione nel 2015 di un giornalista brasiliano ed il sedicesimo reporter assassinato dal 2011 (fonte Comitato protezione giornalisti CPJ).

“Gli attacchi contro i giornalisti per il loro lavoro minacciano la libertà di espressione e il tessuto stesso della democrazia. È fondamentale per le autorità garantire che i giornalisti in Brasile possano lavorare senza temere per la loro vita. La violenza contro la stampa in Brasile ha raggiunto livelli inaccettabili”.

Messico: Un altro giornalista messicano ucciso, 2 feriti a Veracruz.

Il fatto: un altro giornalista Veracruziano è stato ucciso e altri due feriti da uomini armati che hanno fatto irruzione in un bar uccidendo sei persone. Avviene a Orizaba, a poche miglia dalla capitale Xalapa.

Veracruz sono 17 i giornalisti uccisi in 15 anni, assassinati durante il governo di Javier Duarte.

Il suo nome è Juan Heriberto Santos, ex reporter televisivo e giornalista freelance.

Secondo i testimoni, il giornalista è stato aggredito da uomini della sicurezza del presidente Duarte. Sempre a Duarte è stato ricondotto l’omicidio del reporter Ruben Espinosa.

 

 

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